un film di Pier Paolo Pasolini (Italia/1961)

Il 2 novembre 1975 veniva brutalmente assassinato Pier Paolo Pasolini. Nello stesso giorno, 45 anni dopo, la Cineteca di Bologna rende disponibile un nuovo restauro del suo film d’esordio, ACCATTONE.


Il film sarà preceduto dal cortometraggio OMELIA CONTADINA di Alice Rohrwacher e JR, presentato alla 77 Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia.


Soggetto e sceneggiatura: Pier Paolo Pasolini, collaborazione ai dialoghi di Sergio Citti. Fotografia: Tonino Delli Colli. Montaggio: Nino Baragli. Scenografia: Flavio Mogherini. Aiuto regia: Bernardo Bertolucci. Interpreti: Franco Citti (Vittorio Cataldi detto Accattone), Franca Pasut (Stella), Silvana Corsini (Maddalena), Paola Guidi (Ascenza), Adriana Asti (Amore), Mario Cipriani (Balilla), Roberto Scaringella (Cartagine), Silvio Citti (Sabino), Polidor (il becchino), Elsa Morante (Alina, una detenuta). Produzione: Alfredo Bini per Cino Del Duca. Durata: 117’

Restaurato da Cineteca di Bologna e The Film Foundation in collaborazione con Compass Film presso il laboratorio L’Immagine Ritrovata, grazie al sostegno di Hobson/Lucas Family Foundation. Grading supervisionato da Luca Bigazzi

La miseria materiale e morale, la sensualità senza ideali, l’atavico e superstizioso cattolicesimo pagano di un sottoproletario della periferia romana. Questo, secondo Pasolini, il suo Accattone, film d’esordio che supera l’esperienza del neorealismo per restituire il dramma epico-religioso di un mondo pre-borghese. “In Accattone ho voluto rappresentare la degradazione e l’umile condizione umana di un personaggio che vive nel fango e nella polvere delle borgate di Roma. Io sentivo, sapevo, che dentro questa degradazione c’era qualcosa di sacro, qualcosa di religioso in senso vago e generale della parola, e allora questo aggettivo, ‘sacro’, l’ho aggiunto con la musica. Ho detto, cioè, che la degradazione di Accattone è, sì, una degradazione, ma una degradazione in qualche modo sacra, e Bach mi è servito a far capire ai vasti pubblici queste mie intenzioni”. (Pier Paolo Pasolini)

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