un film di Tsai Ming-liang
(Taiwan/2020) 127’

Terzo titolo di di PEGASUS/EXTRA, la sezione della programmazione dedicata agli spettatori più esigenti e ai cinefili più rigorosi che raccoglie le uscite più radicali, gli autori di culto e titoli di ricerca ai quali è dedicata una proiezione speciale, rigorosamente in versione originale sottotitolata, nella giornata del lunedì

Lunedì 8 novembre è la volta di un regista di culto, nome di punta della seconda new wave taiwanese: Tsai Ming-liang. Finalmente, dopo l’anteprima mondiale nel concorso del Festival di Berlino nel 2020, dove ha vinto il premio destinato a film con soggetti legati a tematiche LGBT, il suo nuovo film, DAYS, arriva anche in Italia. 


TSAI MING LIANG

Nato in Malesia nel 1957, all’età di vent’anni emigra a Taiwan, dove studia teatro e cinema presso la Chinese Culture University di Taipei, maturando un particolare interesse per gli autori europei, tra cui Bresson e Antonioni.

Il suo primo lungometraggio per il grande schermo, I ribelli del dio neon, viene presentato alla Berlinale nel 1992 ed è il film con cui imbastisce lo stile registico che diverrà suo marchio di fabbrica e che gli vale l’attenzione della critica internazionale. Nel 1994 con il suo secondo film, Vive l’amour (1994), vince il Leone d’oro al Festival di Venezia. Due anni dopo, Il fiume si aggiudica il Premio della Giuria a Berlino.

Con questi tre film Tsai Ming-liang diventa il nome di punta della seconda new wave taiwanese. Tutti i suoi lungometraggi finora sono stati selezionati dai tre principali festival cinematografici del mondo, mentre cinque di loro hanno vinto il Premio FIPRESCI. Nel 2009 Face è stato il primo film ad essere incluso nel progetto del Museo del Louvre “Le Louvre s’offre aux cineastes”. 

SINOSSI

Kang soffre da anni di un disturbo alla cervicale di natura misteriosa che lo spinge a una conti- nua ricerca di cure in grado di alleviargli il dolore. Non è un giovane del Laos che lavora in nero a Bangkok, cucinando i piatti del suo villaggio natale. Confinati nella loro solitudine, i due uomini condividono un momento d’intimità in una camera d’albergo. La sera, dopo una breve cena, Kang e Non si separano per continuare la loro vita, un giorno dopo l’altro…

NOTE DI REGIA

Dopo Stray Dogs, ho smesso di lavorare a sceneggiature. Tuttavia, non ho mai smesso di fare film. In pochi anni ho realizzato otto titoli imperniati sul motivo della lenta camminata di Lee. Nel frat- tempo, nella vita reale, Lee continuava a soffrire di una strana malattia fisica. Mi addolorava ve- dere il suo aspetto fragile. Dato che la sua infermità è continuata per così tanto tempo, a volte la filmavo. Anche se non sapevo come avrei usato questo girato. Tre anni fa a Bangkok ho incontrato un lavoratore laotiano. Attraverso le nostre video-chat, lo vedevo nella sua modesta stanza, men- tre cucinava i cibi della sua città natale. Mi sono sentito obbligato a prendere un aereo per andare a filmarlo. E così, di punto in bianco, ho iniziato a fare un altro film.

DICONO DEL FILM

“Il nuovo film di Tsai Ming-liang è uno studio magistralmente ridotto sulla solitudine. Una pellicola magica ed essenziale.” (Simone Porrovecchio, Cinematografo.it)

“[…] Tsai Ming-liang si prende il tempo per arrivare all’essenza, come il monaco che dipinge l’ideogramma. Tocca il vertice della consapevolezza e il culmine della semplicità, il momento in cui tutta l’arte sembra annullarsi nella purezza del bianco, in cui tutta la teoria si concentra in una dolorosa tenerezza chapliniana. È un gesto d’affetto.” (Aldo Spiniello, Sentieri Selvaggi)

“Con Days, Tsai Ming-liang offre una delle scene d’amore più belle e intriganti del cinema, a metà tra la pura astrazione e il crudo erotismo.” (Clarisse Fabre, Le MONDE)

LUN. 08 NOV. – ore 18:00 e ore 21:00 – VOST


Da venerdì 6 agosto entra in vigore l’obbligo di esibire la Certificazione Verde COVID-19 per accedere alle proiezioni, anche all’aperto.

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