un film di Paolo Strippoli
ITALIA 2026, durata 115 minuti

BIGLIETTI
• GIO. 08 OTTOBRE– 21:00
• VEN 09 OTTOBRE – 18:00/21:00
• SAB 10 OTTOBRE – 16:00/21:00
• DOM. 11 OTTOBRE – 18:30/21:00
• LUN. 12 OTTOBRE – 17:00
• MAR. 13 OTTOBRE – 19:00

IN CONCORSO ALLA 83. MOSTRA INTERNAZIONALE D’ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA (2026).

Sinossi

Una donna si presenta all’improvviso a casa della propria figlia per raccontarle la verità sulla loro famiglia, segnata da un patto stretto molti anni prima con un’estranea.
Un segreto custodito a lungo che ora torna a reclamare il suo prezzo.

Commento del regista

Anna Colonna fa visita a sua figlia Alice e apre una ferita rimasta nascosta per vent’anni, dando inizio a un film che è insieme una confessione, un processo al passato e un ultimo, disperato gesto d’amore.
L’estranea racconta di una madre che ha bisogno di avere il controllo sul destino dei propri figli e, pur di non arrendersi all’idea che questo sia impossibile, lo affida a una donna di cui non sa nulla. Questa estranea le offre la possibilità di decidere, ed è tutto ciò che Anna chiede: poter sconfiggere la spaventosa casualità dell’esperienza umana.
Il racconto si muove tra il presente, imprigionato nell’appartamento di Alice durante una tempesta, e le estati luminose in cui la famiglia Colonna sembra ancora invincibile. L’estetica del film è costruita su un contrasto netto: da una parte uno spazio chiuso, freddo e assediato dall’acqua; dall’altra luoghi ariosi e caldi, pieni di corpi, musica e promesse.
La spirale è la geometria del film. È l’immagine che torna a ricordarci l’ineluttabilità del destino, ma anche la struttura stessa del racconto: ogni capitolo è più breve e concitato del precedente e ogni scelta compiuta da Anna la riporta al punto d’origine.
Mi sono interrogato a lungo su quale fosse il genere di questo film: è una saga familiare e un thriller psicologico. Ma è soprattutto una tragedia, nella sua definizione aristotelica: un racconto che suscita pietà e terrore per condurre lo spettatore alla catarsi. Pietà e terrore, violenza e tenerezza: per me, l’esperienza di questo film nasce esattamente dal loro incontro.
E infine c’è la domanda che più di tutte mi ha guidato: quanto male possiamo compiere, scambiandolo per amore? Nel gioco di luci e ombre della vita, L’estranea abita quel punto cieco in cui il desiderio di proteggere chi amiamo può trasformarsi nel modo più feroce di perderlo.